Tennis e Paddle: belli da vedere, meno semplici da giocare

Tennis e Paddle sembrano sport facili finché li guardi da fuori, poi entri in campo e ti rendi conto del contrario.

Una frenata improvvisa.
Uno smash giocato in equilibrio precario.
Un servizio in cui tutto il corpo dovrebbe partecipare, ma spesso lavora solo il braccio.

In pochi istanti il corpo deve coordinare piedi, bacino, spalle, sguardo, equilibrio, respiro e reazione.

E al centro di tutto questo c’è la colonna vertebrale.

Non come semplice “impalcatura”, ma come struttura fondamentale per movimento, stabilità, rotazione e comunicazione tra cervello e corpo.

Questo vale a Wimbledon, certo. Ma vale anche nel campo del circolo sotto casa, nella partita del venerdì pomeriggio, nel doppio tra amici o nella lezione di Paddle dopo il lavoro.


Il corpo è il primo attrezzo tecnico

Molti giocatori amatoriali cercano di migliorare cambiando racchetta, corde, scarpe, maestro, impugnatura o tattica. Tutto utile, ma spesso viene dimenticato l’attrezzo più importante: il corpo.

E dentro il corpo, la colonna vertebrale ha un ruolo centrale. Sostiene, partecipa alle rotazioni, permette adattamenti continui e protegge il passaggio delle informazioni nervose tra cervello e resto dell’organismo.

Quando giochi a Tennis o Paddle, il cervello prende decisioni rapidissime: parti, freni, ruoti, cambi direzione, correggi il colpo, recuperi l’equilibrio.

La qualità del movimento dipende anche da quanto il corpo riesce a organizzarsi in modo fluido e coordinato.

Puoi avere una racchetta perfetta, ma se il corpo si muove in modo rigido, disordinato o poco economico, anche il gesto tecnico può diventare più faticoso. Non significa necessariamente giocare “male”.

Significa che forse stai chiedendo molto al corpo senza ascoltarlo abbastanza.


I grandi campioni lo sanno: il corpo non è un dettaglio

Nel Tennis professionistico si parla sempre più spesso di preparazione fisica, recupero, mobilità, gestione dei carichi e cura dei dettagli.

Le notizie recenti su Jannik Sinner (che ha usato la Chiropratica più volte) hanno riportato l’attenzione su quanto anche un atleta di altissimo livello debba ascoltare con precisione il proprio corpo e gestire con prudenza allenamenti, pause e rientro all’attività.

Non serve commentare il suo caso specifico. Il punto è un altro: nel Tennis moderno il corpo è parte centrale del gioco.

Anche Novak Djokovic, per esempio, è stato seguito da professionisti dell’area chiropratica all’interno del suo team di supporto, come riportato dall’Australian Chiropractors Association in riferimento al lavoro del chiropratico Stephen Sassinis Shashyan durante l’Australian Open 2023.

Significa che ad alto livello, il corpo viene considerato un sistema complesso. Mobilità, colonna vertebrale, coordinazione, recupero e sistema nervoso non sono dettagli separati. Fanno parte dello stesso equilibrio funzionale.

E allora la domanda vale anche per chi gioca a Torino, senza essere un professionista:

stai allenando solo il colpo, o stai prestando attenzione anche al corpo che quel colpo deve produrlo?


Il problema non è solo la partita: è la settimana che porti in campo

C’è un errore molto comune: pensare che il corpo inizi a lavorare quando inizia il match. In realtà il corpo arriva in campo con tutta la settimana addosso.

Ore seduti alla scrivania.
Traffico.
Smartphone.
Poche pause.
Riscaldamento fatto di fretta.
Allenamenti incastrati tra lavoro, famiglia e impegni.
Recupero lasciato al caso.

Poi si pretende che il corpo sia pronto a scattare, ruotare, frenare, spingere e reagire.

Tennis e Paddle non perdonano questa discontinuità. Sono sport di accelerazioni, torsioni, cambi di direzione, gesti asimmetrici e adattamenti rapidi.

La colonna vertebrale è coinvolta in tutto questo: nel modo in cui ruoti, nel modo in cui ti stabilizzi, nel modo in cui il corpo distribuisce il movimento e nel rapporto tra sistema nervoso e coordinazione.

Il corpo non deve solo “fare il colpo”, deve organizzarsi con coerenza.


Cosa osserva un approccio chiropratico

Nel mio studio chiropratico a Torino, quando incontro persone che praticano Tennis o Paddle, il punto di partenza è osservare.

Come si muove la persona?
Come usa la colonna vertebrale nel gesto?
Il corpo lavora in modo coordinato o tende a compensare sempre nello stesso modo?

La Chiropratica si occupa della relazione tra colonna vertebrale, sistema nervoso e funzione neuro-muscolo-scheletrica. Per chi gioca a Tennis o Paddle, questo può diventare uno spazio prezioso per comprendere meglio il proprio modo di muoversi.

Un modo per riportare attenzione a una domanda concreta:

il mio corpo è nelle condizioni migliori possibili per accompagnare il gioco che voglio praticare?


Dal giocatore del venerdì all’aspirante agonista

Chi gioca a Paddle il venerdì sera e chi si allena con ambizioni agonistiche sembrano due mondi lontani, ma hanno una cosa in comune: entrambi usano il corpo per esprimere il proprio gioco.

L’aspirante agonista cerca continuità, precisione, carichi più strutturati e maggiore cura del gesto.

Il giocatore amatoriale cerca piacere, libertà di movimento, sicurezza, gradualità e la possibilità di godersi la partita senza sentire il corpo sempre “in rincorsa”.

In entrambi i casi, la colonna vertebrale merita massima attenzione. Perché non è solo il centro della postura: è una parte essenziale del movimento, della coordinazione e dell’adattamento.


Chiropratica a Torino per Tennis e Paddle

Nel mio studio chiropratico a Torino, il lavoro con chi pratica sport nasce da un principio semplice: osservare il corpo nel suo insieme, rispettarne i tempi e sostenere la miglior funzionalità possibile.

Tennis e Paddle mettono in evidenza molte componenti del movimento: rotazione, equilibrio, coordinazione, mobilità, appoggi, recupero e capacità di adattarsi rapidamente.

Non serve essere professionisti per prendersi cura del proprio modo di muoversi. A volte il punto di partenza è molto più semplice:

voglio ottimizzare al meglio il mio corpo quando gioco.

E questo può essere utile sia per chi sogna di migliorare il proprio livello, sia per chi vuole semplicemente giocare con più consapevolezza e piacere.


Tennis e Paddle sono sport tecnici, rapidi, divertenti e a tratti spietati.

Ti fanno capire subito se arrivi tardi.
Se ruoti poco.
Se forzi troppo.
Se giochi solo con il braccio.
Se il corpo non accompagna davvero il gesto.

I grandi campioni ci ricordano una cosa: il corpo non è un dettaglio. È parte centrale del gioco, ecco perché ci lavorano su così tanto.

Per chi pratica Tennis o Paddle a Torino, la Chiropratica può rappresentare uno spazio per portare particolare attenzione alla colonna vertebrale e al rapporto tra sistema nervoso, mobilità e coordinazione.

Per informazioni, puoi contattarmi e capire insieme se un percorso chiropratico può essere adatto alle tue esigenze. E prima di farlo: scopri come si diventa Dottori Chiropratici!