Da 25 anni affermo che la Chiropratica non cura nulla, ottimizza e dinamizza le capacità dell’organismo di auto regolazione e guarigione, e anche questo studio lo conferma.
Riportato anche dal Sole 24 Ore*, un recente studio condotto da un autorevole team di ricerca neozelandese ha evidenziato come i trattamenti chiropratici possano portare a miglioramenti significativi su ansia, depressione, affaticamento e dolore cronico. I risultati, pubblicati sul Journal of Neural Plasticity, offrono nuove prospettive sui meccanismi neurofisiologici alla base di questa disciplina.
Ancora una volta la ricerca scientifica dimostra come la Chiropratica agisce sul sistema nervoso.
Heidi Haavik, chiropratica e neurofisiologa a capo dello studio, spiega: “Il movimento della colonna vertebrale influenza direttamente le funzioni cerebrali. Esistono solide prove scientifiche che dimostrano come gli aggiustamenti chiropratici possano modificare l’attività del cervello e del sistema nervoso centrale.” Questo significa che la Chiropratica non si limita a intervenire sulle strutture muscolo-scheletriche, ma ha un impatto profondo sulla nostra capacità di elaborare informazioni e di rispondere agli stimoli esterni.
Lo studio, diffuso anche dall’Associazione Italiana Chiropratici, ha analizzato i dati di 76 pazienti, divisi in due gruppi. Attraverso l’uso di dispositivi, sono stati registrati dati comportamentali, soggettivi e neurofisiologici. I risultati hanno mostrato un miglioramento significativo nella qualità del sonno, in particolare nella fase di sonno leggero, nei pazienti sottoposti a trattamenti chiropratici. Inoltre, è stato riscontrato un aumento generale della qualità della vita, con riduzioni clinicamente rilevanti di ansia, depressione, affaticamento e dolore cronico.
Percezione del dolore e plasticità cerebrale
Il dolore, anche se localizzato in una specifica area del corpo, viene elaborato dal cervello. Questo spiega perché, in alcuni casi, persone che hanno subito l’amputazione di un arto possano continuare a percepire la cosiddetta “sindrome dell’arto fantasma”. La Chiropratica, attraverso specifici stimoli muscolari e articolari, agisce proprio su questi meccanismi, influenzando la percezione del dolore e promuovendo cambiamenti positivi nel sistema nervoso centrale.
Quante sedute sono necessarie?
Nello studio, i pazienti sono stati trattati per quattro settimane, un periodo piuttosto breve per osservare cambiamenti significativi, bisogna sempre ricordare che il numero di sedute necessarie varia da individuo a individuo. In generale, i miglioramenti possono manifestarsi in tempi rapidi, ma è importante seguire un percorso personalizzato per ottenere risultati duraturi.
Ho sempre pensato che l’Intelligenza Innata del nostro organismo ha più risorse di quello che pensiamo, e la mia attività svolta in 25 anni me lo ha confermato: trattare il meno possibile per ottenere il meglio possibile, focalizzandosi sullo stimolare e facilitare proprio quelle risorse sopite intrinseche alla nostra natura di esseri umani.
Dr.Giancarlo Viano DC, membro Associazione italiana Chiropratici.
*Il Sole 24 Ore 04/03/2025