Perché sempre più sportivi cercano un chiropratico
Negli ultimi anni società e atleti d’élite hanno inserito la Chiropratica nei team di supporto per ottimizzare il funzionamento neuro-muscolo-scheletrico, ridurre i fattori di rischio di infortunio e sostenere la performance in modo continuativo.
La presenza strutturata della professione chiropratica ai World Games 2025 di Chengdu — grande evento multisport internazionale — testimonia quanto questo approccio sia ormai integrato nello sport globale.
In ambito italiano, la Federazione Internazionale di Chiropratica dello Sport (FICS) coordina programmi, standard formativi (ICSC) e team che operano ai massimi livelli; l’Associazione Italiana Chiropratici (AIC) è il riferimento nazionale per trovare professionisti formati secondo gli standard internazionali.
Casi e modelli che hanno fatto scuola
Dagli inizi 2000, il MilanLab fondato dal chiropratico Jean-Pierre Meersseman è stato un laboratorio d’innovazione per la prevenzione degli infortuni e la gestione dei carichi negli sport di alto livello, anticipando l’uso integrato di dati, test e competenze multidisciplinari poi diffusi in molti club.
Atleti olimpici italiani hanno inserito il chiropratico nel proprio staff sanitario.
Un Dottore Chiropratico dell’Associazione Italiana Chiropratici è nel team di Marcell Jacobs (CONI), a conferma del ruolo della Chiropratica nel monitoraggio e nell’ottimizzare la condizione dell’atleta lungo la stagione.
Nel tennis, fonti giornalistiche e di settore riportano come anche il nostro Jannik Sinner si sia rivolto alla chiropratica.
Cosa fa la Chiropratica per lo sportivo
• Valutazione funzionale: postura dinamica, pattern motori, simmetrie/ asimmetrie, stress adattativi.
• Aggiustamenti vertebrali specifici della colonna e delle articolazioni periferiche per ottimizzare la meccanica segmentale e l’integrazione neuromotoria.
• Integrazione con il Preparatore Atletico, il Fisioterapia e la Medicina dello Sport per strategie di prevenzione mirate alla disciplina e all’atleta.
• Follow-up programmati lungo la stagione per mantenere l’efficienza nei picchi di carico (tornei, gare, periodi di travel).
Come funziona in Italia (standard e accreditamenti)
Il riferimento in Italia è l’ Associazione Italiana Chiropratici, che rappresenta esclusivamente i Dottori Chiropratici laureati secondo gli standard internazionali (titolo di Doctor of Chiropractic, percorso universitario magistrale di almeno cinque anni presso college accreditati). Il CICS (Comitato Italiano di Chiropratica Sportiva) coordina attività e relazioni con FICS e con le organizzazioni sportive.
Quando inserire la Chiropratica nella routine sportiva
• Sport con alte richieste neuromotorie o attrezzature non biologiche (racchette, sci, pesi, remi…).
• Atleti con calendari intensi (tornei/trasferte) che richiedono continuità operativa.
• Programmi di pre-season, in-season e return-to-play dove servono micro-aggiustamenti, feedback rapidi e lavoro di dettaglio sul gesto.
• Anche lo sportivo amatoriale può trovare un valido supporto…
La “Chiropratica” su YouTube: lasciamo la teatralità da parte
È ormai dilagante il fenomeno dei video su YouTube dove si vedono manovre a dir poco impressionanti e scrocchii quasi incredibili; l’Associazione Italiana Chiropratici ormai da anni è impegnata a sensibilizzare il pubblico nei confronti di questa teatralità che non descrive veramente la Chiropratica.
La Chiropratica non è “scrocchiare ossa”, in realtà ingloba più di trenta tecniche diverse che al loro interno comprendono decine se non centinaia di manovre diverse. Dal leggero tocco delle tecniche Soft, ai protocolli Low-Force agli aggiustamenti vertebrali altamente specifici, la Chiropratica vanta un ventaglio di protocolli per rispondere a tutte le esigenze.
FAQ Chiropratica
La Chiropratica è riconosciuta nello sport internazionale?
Sì: FICS opera ufficialmente ai World Games e collabora con numerose federazioni; i team includono chiropratici con formazione specifica secondo gli standard internazionali sulla formazione chiropratica.
È alternativa a Fisioterapia o alla Medicina dello Sport?
No: è complementare. Lavora sull’ottimizzazione meccanica e neuromotoria e si integra con prevenzione, riabilitazione e performance.
Serve solo agli atleti professionisti?
No: è estremamente utile anche agli sportivi amatoriali e a chi fa sport regolarmente, con programmi calibrati su età, disciplina e carichi.
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