Questo fine settimana ho partecipato al seminario dell’Associazione Italiana Chiropratici del dott. Adam Klotzek, Professore di Neurologia e Dottore Chiropratico, intitolato “The Neurology Behind the Functional Short Leg – Contributions from Visual, Vestibular and Proprioceptive Systems”.
Un titolo tecnico, certo. Ma quello che colpisce non è il tema della “gamba corta funzionale” — quanto la straordinaria connessione tra sistema nervoso, postura e movimento, e il ruolo che il Dottore Chiropratico può avere nel ristabilire armonia tra queste dimensioni.
Chi è Adam Klotzek
Per chi non lo conosce, Adam Klotzek è uno dei più autorevoli docenti nel campo della neurologia funzionale chiropratica.
- Laureato alla Logan University negli Stati Uniti, è Diplomate dell’American Chiropractic Neurology Board (DACNB) e Fellow di varie accademie internazionali dedicate alle neuroscienze cliniche e vestibolari.
- È tra i fondatori del progetto NeuroVirtus, che diffonde programmi di formazione avanzata in neurologia applicata alla pratica clinica.
Partecipare a un suo corso significa vedere la chiropratica per quello che veramente è: non come una serie di “aggiustamenti” meccanici, ma come una forma raffinata di dialogo con il sistema nervoso.
Chiropratica e sistema nervoso: un legame profondo
Il sistema nervoso è la rete che coordina ogni funzione del corpo — dalla contrazione di un muscolo alla percezione dello spazio, fino alla risposta allo stress.
Il compito del chiropratico è favorire una comunicazione fluida e armonica tra cervello, midollo spinale e corpo, intervenendo su disfunzioni del movimento e dell’adattamento posturale.
Quando il sistema nervoso riceve informazioni distorte o incomplete — per esempio da articolazioni rigide, da tensioni muscolari o da stress — il corpo reagisce compensando.
Nel tempo, questi compensi possono influenzare il modo in cui ci muoviamo, respiriamo o ci percepiamo nello spazio.
L’intervento chiropratico non “cura” la patologia, ma facilita il ritorno a un equilibrio neurologico più efficiente, attraverso stimoli precisi e mirati.
La chiropratica moderna è anche neuroscienza
Negli ultimi decenni, la ricerca ha ampliato enormemente la comprensione del legame tra colonna vertebrale, cervello e sistemi sensoriali (visivo, vestibolare, propriocettivo).
Questo significa che quando un chiropratico valuta il corpo, osserva non solo la postura o il movimento, ma come il cervello elabora le informazioni che arrivano da occhi, orecchio interno, articolazioni e muscoli.
Proprio su questo si è concentrato il seminario di Klotzek:
come la percezione visiva, l’equilibrio e il senso della posizione corporea influenzino la nostra stabilità, il tono muscolare e la qualità del movimento.
Un approccio che potremmo definire neuro-integrativo: non si tratta di aggiungere complessità, ma di leggere il corpo come un sistema interconnesso e intelligente.
Perché è importante per chi si affida al chiropratico
Capire che la chiropratica ha una base neurologica non è un dettaglio accademico — significa comprendere che ogni intervento mira a riattivare la naturale capacità del corpo di percepire, adattarsi e rispondere.
Ecco perché molte persone riferiscono, dopo una seduta, non solo un miglioramento del movimento, ma anche una sensazione di maggiore presenza, equilibrio e chiarezza.
È il corpo che “ritrova la propria mappa”, grazie a un dialogo più coerente tra cervello e struttura.
Formazione continua e chiropratica
Partecipare a eventi come quello di Adam Klotzek ricorda quanto la chiropratica moderna sia una professione in costante evoluzione scientifica, fondata sulla conoscenza della neurofisiologia, della biomeccanica e dei processi di adattamento.
Il chiropratico non sostituisce il medico, non formula diagnosi o terapie mediche, ma lavora in sinergia con la natura del corpo: osserva, interpreta e stimola, affinché il sistema nervoso possa esprimere il suo potenziale di autoregolazione.
Nel mio studio di chiropratica a Torino, questo approccio neuro-funzionale è parte integrante del lavoro quotidiano: ogni seduta è pensata per facilitare la comunicazione tra struttura e cervello, nel pieno rispetto dei tempi e dell’intelligenza del corpo.
In un’epoca in cui la salute è spesso vista come una somma di distretti separati, la chiropratica ci ricorda che il corpo è un’unica orchestra, diretta da un sistema nervoso straordinariamente complesso e plastico.
E proprio qui sta la sua forza: nel saper unire scienza, sensibilità e presenza, parlando il linguaggio del cervello attraverso il movimento.
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