Quando una persona entra nel mio studio chiropratico a Torino e mi dice “ho mal di schiena”, la prima cosa che cerco di fare è non avere troppa fretta.

Lo so, sembra strano. Il paziente spesso vorrebbe una risposta rapida: “È questo”, “è quello”, “facciamo così”. Ma il mal di schiena è uno di quei problemi che meritano un po’ più di rispetto, non perché debba per forza essere qualcosa di grave, ma perché può avere molte sfumature diverse.

C’è chi sente dolore nella zona lombare dopo molte ore seduto. C’è chi si blocca quando si piega in avanti. C’è chi si sveglia rigido al mattino. C’è chi sta bene finché non guida a lungo, non solleva qualcosa o non passa una giornata intera davanti al computer. E poi c’è chi dice semplicemente: “Dottore, non so perché, ma la mia schiena non è più quella di prima”.

Frase molto comune, e spesso molto vera.

Nel mio lavoro, però, non mi interessa mettere subito un’etichetta. Mi interessa capire come sta funzionando la colonna vertebrale. Perché il punto in cui senti dolore è importante, certo, ma non sempre racconta tutta la storia.


Il mal di schiena non è sempre lo stesso mal di schiena

“Mal di schiena” è una definizione comoda, ma molto generica. Può riferirsi alla zona lombare, al dorso, al bacino, alla parte alta della schiena o a una sensazione di rigidità diffusa. Può essere un fastidio leggero ma ricorrente, oppure un dolore più limitante. Può comparire dopo uno sforzo, dopo un periodo sedentario, dopo stress prolungato o senza un motivo evidente.

Per questo, quando valuto una persona con mal di schiena nel mio studio a Torino, parto sempre da alcune domande semplici: da quanto tempo è presente il problema? È costante o va e viene? Peggiora con certi movimenti? Migliora camminando? Compare dopo la posizione seduta? Ci sono stati traumi, cadute, interventi, episodi precedenti?

Non sono domande fatte per riempire il tempo. Servono a capire se siamo davanti a un disturbo che può essere osservato da un punto di vista chiropratico o se, prima di tutto, è necessaria una valutazione medica.

Questa distinzione è fondamentale.


Perché non guardo solo dove fa male

Uno degli errori più comuni è pensare che il problema sia sempre esattamente dove compare il dolore.

A volte è così, altre volte no.

La colonna vertebrale è una struttura dinamica: si muove, compensa, si adatta. Se una zona si muove poco, un’altra può lavorare troppo. Se il bacino, il tratto lombare o il dorso non partecipano bene al movimento, il corpo può trovare strategie di compenso. Strategie intelligenti, spesso. Ma non sempre sostenibili nel tempo. E che dire della funzionalità degli arti inferiori? Assetto e funzionalità di gambe, e piedi sono fondamentali per permettere alla colonna di funzionare correttamente.

Questo non significa che ogni mal di schiena dipenda da un “disallineamento” o da una spiegazione unica e semplice. Anzi, diffido sempre delle risposte troppo facili, il corpo umano è più interessante di uno slogan.

Dal punto di vista della Chiropratica, però, ha senso osservare il mal di schiena dentro un quadro più ampio: movimento della colonna, funzione articolare, postura, abitudini quotidiane, modo in cui la persona usa il proprio corpo.

25 anni di esperienza mi hanno portato a questo: non guardo solo il punto che protesta, cerco di capire perché sta protestando.


Il punto di vista della Chiropratica

La Chiropratica pone particolare attenzione alla funzione della colonna vertebrale e al rapporto tra movimento, sistema neuro-muscolo-scheletrico e vita quotidiana. È un approccio che, se comunicato seriamente, non ha bisogno di promesse spettacolari, e di questo l’Associazione Italiana Chiropratici ne ha sempre fatto un punto di forza distintivo.

Io non dico mai: “La Chiropratica cura il mal di schiena” come se fosse una formula automatica. Sarebbe una semplificazione poco corretta, preferisco dire una cosa più precisa: in presenza di mal di schiena, una valutazione chiropratica può essere utile per osservare come lavora la colonna vertebrale e capire se l’approccio chiropratico sia appropriato per quella specifica situazione.

Sono membro dell’Associazione Italiana Chiropratici e sono in attività da 25 anni. In tutto questo tempo ho imparato una cosa molto concreta: il paziente non ha bisogno di frasi ad effetto, ha bisogno di essere ascoltato bene, valutato con attenzione e indirizzato correttamente.

A volte la Chiropratica può essere un approccio sensato, altre volte serve prima un parere medico.
A volte il problema è meno “misterioso” di quanto sembri, ma va comunque osservato con metodo.

Il punto è non partire mai dalla risposta prima di aver capito la domanda.


Mal di schiena, sedentarietà e vita reale

Una parte importante dei mal di schiena che vedo nella pratica quotidiana ha un rapporto stretto con la vita reale. Non con la vita ideale dei manuali, ma con quella che facciamo tutti: tante ore seduti, poco movimento, lavoro al computer, auto, stress, sonno non sempre perfetto, giornate piene e corpo usato più come mezzo di trasporto che come qualcosa da ascoltare.

Poi arriva il momento in cui la schiena presenta il conto. A volte con un dolore netto o con rigidità, oppure con quella sensazione fastidiosa di non essere più liberi nei movimenti.

Il punto non è colpevolizzare la sedia, il computer o il lavoro. Non serve. Viviamo nel mondo reale, non in una palestra perfetta con pause programmate ogni venti minuti.

La domanda più utile è un’altra: la tua colonna vertebrale riesce ancora ad adattarsi bene a quello che le chiedi ogni giorno?

Questa, per me, è una domanda molto più interessante del solito “stai dritto con la schiena”. Anche perché stare dritti, da solo, non risolve il problema. La schiena non ha bisogno solo di una posizione “corretta”. Ha bisogno di movimento, equilibrio, capacità di adattamento e libertà funzionale.


Quando una valutazione chiropratica può avere senso

Una valutazione chiropratica può essere presa in considerazione quando il mal di schiena limita alcuni movimenti quotidiani, quando torna sempre negli stessi periodi o quando la persona sente che la schiena non si muove più con la stessa naturalezza.

Nel mio studio chiropratico a Torino, la prima valutazione serve a capire il quadro individuale. Non è un passaggio formale, è il momento in cui ascolto la storia del problema, osservo il movimento, valuto la funzione della colonna vertebrale e, attraverso appositi test chiropratici, cerco di capire quale tecnica chiropratica sia adatta al caso.

Non tutti i mal di schiena sono uguali, non tutte le persone hanno bisogno dello stesso percorso.

E la Chiropratica non è una cosa sola! Ci sono più di trenta tecniche chiropratiche, e ognuna conta decine se non centinaia di manovre diverse.

Questo è un punto importante, anche dal punto di vista professionale: un approccio serio deve saper dire non solo “posso aiutarti a valutare questo problema”, ma anche “questo caso richiede una tecnica specifica”.


Quando è meglio rivolgersi prima al medico

Ci sono situazioni in cui il mal di schiena non va interpretato con leggerezza. In presenza di trauma recente, dolore improvviso e molto intenso, febbre, perdita di forza, alterazioni importanti della sensibilità, formicolii significativi, difficoltà nel controllo di vescica o intestino, dolore notturno importante o sintomi insoliti, è opportuno rivolgersi prima al medico o a un servizio sanitario adeguato.

La valutazione chiropratica non sostituisce gli accertamenti medici quando questi sono necessari.

Io preferisco non completare una visita piuttosto che forzare una valutazione nel momento sbagliato. Può sembrare poco “commerciale” al giorno d’oggi, ma è il modo più serio di lavorare.


Il mio approccio nel mio studio chiropratico a Torino

Quando valuto una persona con mal di schiena, non parto dall’idea che il problema sia solo lombare, solo muscolare, solo posturale o solo legato all’età. Parto dalla persona.

Mi interessa capire come si muove, quali gesti evita, quando il dolore compare, quali abitudini possono influenzarlo e come la colonna vertebrale partecipa al quadro generale.

A volte il problema è molto localizzato, altre volte la zona dolorosa è solo una parte di un sistema che sta compensando da tempo. Altre volte ancora il dolore è recente e va prima inquadrato con attenzione medica.

La differenza la fa la valutazione iniziale.

Per me, la Chiropratica non è applicare una tecnica a un sintomo, è ragionare sulla funzione della colonna vertebrale e capire se c’è un lavoro appropriato da fare per quella persona, in quel momento.


Mal di schiena e Chiropratica a Torino: perché parlarne

Capisco bene che chi cerca su Google “mal di schiena Chiropratica Torino” spesso non vuole leggere un trattato. Vuole capire se ha senso contattare un chiropratico, e se quello che sente può essere valutato, e forse anche essere rassicurato, ma senza sentirsi vendere miracoli. Ed è giusto così.

Per questo credo che il modo più corretto di parlare di mal di schiena sia semplice, ma non banale: il dolore va ascoltato, la colonna vertebrale va valutata, la persona va considerata nel suo insieme e l’approccio chiropratico va proposto quando è appropriato.

Niente promesse automatiche.
Niente frasi urlate.
Niente “mal di schiena addio”.

La schiena merita un po’ più di serietà. E anche chi soffre di mal di schiena.


Il mal di schiena è uno dei disturbi più comuni, ma proprio per questo rischia di essere trattato con troppa superficialità. Una frase come “ho mal di schiena” può nascondere situazioni molto diverse: rigidità, limitazione del movimento, sovraccarico, compensi, abitudini quotidiane o quadri che richiedono prima un approfondimento medico.

Se hai un mal di schiena ricorrente, una rigidità che limita alcuni movimenti o vuoi capire se il tuo problema può essere valutato da un punto di vista chiropratico, puoi contattare il mio studio a Torino.

La prima valutazione serve a comprendere la tua situazione individuale e a verificare se l’approccio chiropratico sia appropriato per il tuo caso.

Dott. Giancarlo Viano, D.C. USA
Chiropratico a Torino